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Comune di Pratola Peligna
Fu il re di Napoli Carlo II d'Angiò ad assegnare il territorio come feudo al monastero dei Celestini che durerà fino alla soppressione dell'Ordine nel 1807. Di questo legame restano numerosi segni: dallo stemma, un serpente attorcigliato alla croce, collocato sull'arco D'Angiò all'accesso del centro storico, chiamato “dentro la terra”, alla piazzetta e alla chiesa dedicata a San Pietro Celestino. Anche nel santuario più famoso e importante di Pratola, la Madonna della Libera, vi sono reperti provenienti dall'Abbazia Celestiniana: una statua di Cristo Risorto ed una statua della Madonna opera dei monaci celestini. La sua costruzione iniziale risale al 1851, ma sorge sul sito d'una cappella del '500, dove si venerava l'affresco di una Madonna miracolosa. Nel corso del XII secolo il paese venne incastellato, cioè fortificato, e dal secolo seguente il feudo viene assegnato ai monaci del vicino monastero di Santo Spirito al Morrone sotto il cui "servaggio" Pratola rimarrà fino al XIX secolo.
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Comune di Pratola Peligna
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Web www.comune.pratolapeligna.aq.it
Pec area.aagg@pec.comune.pratolapeligna.aq.it

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