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Comune di Opi
Intorno al III sec. a. C. i Volsci si stabilirono nelle località di “Molino di Opi”, di Barrea e all'imbocco della Val Fondillo. Le antichissime attestazioni e la denominazione di alcune sorgenti vive del paese quali la Fonte di Giove, la Fonte Vertuno e la Fonte Triareccia (dedicata alla dea Luna) ci fanno pensare al paese come “città sacra”. Inoltre lo scorgere, sulla base del campanile della chiesa di Santa Maria Assunta, dell'iscrizione “Sacerdos cerealis” ovvero Sacerdote di Cerere (divinità materna della terra e della fertilità) lascia supporre l'esistenza di un edificio dedicato al culto della dea. Nell'alto medioevo, a causa delle pericolose incursioni nemiche sul territorio, i popoli insediati furono costretti a rifugiarsi sulla cima del costone roccioso molto più difendibile. Verso la fine del duecento il paese subì le vessazioni dei feudatari e le continue lotte dei signori che si contendevano il potere della zona. Nel 1284 Berardo II di Sangro, figlio di Tedino II signore di Opi, morì senza eredi ed il regno passò nelle mani della sorella Margherita, la quale sposò Cristoforo D'Aquino. Il dominio della famiglia D'Aquino nel territorio di Opi si concluse nel 1400, con il successivo susseguirsi di famiglie che ambivano al comando della zona, sempre in lotta tra di loro e in controversie con il feudo contiguo di Pescasseroli fino al 1816, anno in cui fu sancita l'unione amministrativa fra i due centri e che durò fino al 1854. Dal 1884 cominciò una migrazione verso le Americhe , in 15 anni ben 520 cittadini abbandonarono il paese. Nel 1915 Opi fu colpito da un disastroso terremoto che causò diverse vittime.
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